DEMOCRAZIA CRISTIANA ORIA
 
 
giovedì 26 marzo 2009
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mercoledì 25 marzo 2009
COMUNICATO DELL'UFFICIO POLITICO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

L’Ufficio Politico della Democrazia Cristiana, riunito sotto la presidenza del Segretario Politico Giuseppe Pizza, in data 25 marzo 2009 alle ore 17.00 presso la sede storica di Piazza del Gesù ha emesso il seguente comunicato.

La Corte di Appello in data 23 marzo 2009, ha emesso la sentenza n. 1305/2009.
In particolare il dispositivo, dopo aver precisato che “il Partito della Democrazia Cristiana è correttamente rappresentato in giudizio dal segretario amm.vo dr. Armando Lizzi, e dopo aver estromesso tutti gli intervenienti compreso il PPI:
- ha accolto parzialmente l’appello del CDU - nella parte in cui la sentenza di primo grado (cd. Sentenza Manzo) inibiva allo stesso l’uso del simbolo.
- ha accolto parzialmente l’appello della DC contro l’UDC per la parte relativa ai danni, in quanto l’UDC ha ricevuto il simbolo dal CDU.


La sentenza, in particolare, ha rilevato che:
- il CDU è stato costituito nel 1995 e non può quindi considerarsi erede della DC.
Non essendo erede della DC il CDU, non può essere considerato erede della DC nemmeno l’UDC che non può inibire alla DC l’uso del simbolo. Di converso la DC non può inibire l’uso del simbolo all’UDC.

Pertanto nei prossimi appuntamenti elettorali la Democrazia Cristiana potrà, legittimamente, presentarsi con il proprio nome e con il proprio simbolo storico.
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mercoledì 2 aprile 2008
Consiglio di Stato: la Dc riammessa alle elezioni

La Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza deve partecipare alle prossime consultazioni elettorali. A deciderlo, riammettendo così alle elezioni la Dc che era stata in un primo momento esclusa, la quinta sezione del Consiglio di Stato che oggi ha accolto il ricorso presentato da Raffaele Colucci (che la Dc di Pizza intende candidare al Senato), e ha così ribaltato la precedente ordinanza del Tar della Campania.
In poche righe il Consiglio di Stato ha affermato un importante principio, e cioè‚ che le controversie relative alla fase antecedente le elezioni "devono ritenersi rientranti nella giurisdizione del giudice amministrativo", mentre la cosiddetta giurisdizione domestica, di cui sono competenti le Camere, riguarda solo la verifica dei titoli di ammissione dei componenti.
Il simbolo della Dc di Pizza, era stato escluso perché troppo simile, lo scudocrociato in campo blu invece che in campo bianco, a quello della Dc di Angelo Sandri.
"Domani stesso - ha subito dichiarato lo stesso Giuseppe Pizza - presenteremo al Ministero degli Interni l'Ordinanza del Consiglio di Stato per essere riammessi sulle schede da cui il glorioso simbolo dello Scudo Crociato- Libertas era stato proditoriamente escluso, sulla base solo di decisioni politiche di parte”.
“Adesso, spetta al governo ed al ministro Amato rimetterci in condizione di svolgere la campagna elettorale, al pari di tutti gli altri partiti. Restiamo convinti - ha aggiunto Pizza - che molto non funzioni nel sistema politico-istituzionale".
Dunque, per effetto di quest'ordinanza dei giudici di Palazzo Spada, la Dc di Pizza può tornare a 'correre' alle prossime elezioni. Ma avrò meno di 15 giorni per fare campagna elettorale, contro i 30 previsti per legge.
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lunedì 21 gennaio 2008
Il Prof. Giuseppe Pizza a Mesagne
Grandi prove di avvio della campagna elettorale. Ieri la villa comunale è stata presa d'assalto. Nella tarda mattinata è giunto il prof. Giuseppe Pizza, segretario politico nazionale della Dc proveniente da Bari dove il giorno prima, nel corso del XX congresso della Dc della Puglia, aveva partecipato all'elezione del segretario regionale avv. Alessandro Saracino. Il prof. Pizza ha incontrato il commissario mesagnese della Dc, Giovanni Guarini, il candidato sindaco Maurizio Piro e numerosi amici simpatizzanti.

Il segretario politico della Dc ha toccato alcuni temi di attualità politica. Ha parlato della Riforma elettorale non prima di aver dato la solidarietà al Papa. "Basta all'intolleranza di coloro che hanno indotto Sua Santità ad annullare la visita alla Sapienza di Roma per il 705° anno della sua fondazione. La sua è stata una scelta sofferta, una strada obbligata e subìta. Non si può non esprimere il più profondo rammarico per la rinuncia e la condanna più decisa verso i responsabili che hanno provocato questa incresciosa situazione".
La Dc del prof. Pizza porta in dote il mitico Scudo Crociato, simbolo di una epoca politica italiana. "Ma noi non ci attardiamo e non siamo attanagliati dalla nostalgia. Guardiamo avanti, a temi nuovi come l'energia, l'ambiente, la competizione tecnologica: tutti temi che avranno un ruolo importante del nostro programma". Ha anticipato che la Dc sarà presente in tutti i comuni dove si andrà a votare, "con liste che dovranno essere aspersione del territorio al fine di recuperare un rapporto tra elettori ed eletti deteriorato in questi ultimi anni". Sulla Riforma elettorale, ha definito un incucio il tentativo di accordo Berlusconi-Veltroni. "Il disegno di affidare le sorti di una nazione a due soli partiti non convince. Berlusconi e Veltroni hanno l'obiettivo di evitare la nascita del "grande centro" di matrice democristiana in quanto puntano a conquistare l'elettorato moderato che non è più sul mercato come 13 anni fa".
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giovedì 17 gennaio 2008
PIZZA INCONTRA GLI AMICI DI MESAGNE
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venerdì 28 dicembre 2007
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lunedì 10 dicembre 2007
Emendamento 1/bis del Decreto sulla Sicurezza
La Democrazia Cristiana esprime profonda preoccupazione per la pericolosa deriva laicista, sempre più evidente e progressiva, verso cui si cerca di orientare la coscienza collettiva del nostro Paese.
Deriva confermata anche dall’approvazione dell’ emendamento 1 bis, contenuto nel Decreto sulla Sicurezza, passato al Senato e ora in attesa di approdare alla Camera.
Tale emendamento, relativo alle discriminazioni “fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”, in riferimento all’ Art.13 del Trattato di Amsterdam, che dà agli Stati comunitari la possibilità di prendere “i provvedimenti opportuni”, pone gravi problemi:
Non solo dal punto di vista giuridico, giacchè trasforma semplici indirizzi in vere e proprie norme penali dalle inimmaginabili conseguenze su configurabili reati d’opinione; ma soprattutto sul versante etico, per l’inaccettabile ed insostenibile identificazione delle diverse tendenze sessuali con altrettante identità di genere!
Una vera e propria aberrazione nazionale prima ancora che etica e surrettizio escamotage normativo, per poter introdurre, successivamente, i matrimoni gay e le adozioni per coppie omosessuali.
Pertanto la Democrazia Cristiana, pienamente consapevole dell’impatto devastante che tale norma arrecherebbe alla famiglia, costituzionalmente intesa, e al comune sentire del nostro Paese, chiede al Governo e soprattutto alle forze politiche di maggioranza l’immediato ritiro dell’articolo, impegnando fin d’ora i propri iscritti, militanti e simpatizzanti a contrastare con forza questa “nuova dottrina” nichilista.

Dichiarazione del Segretario Nazionale DC, Prof. Giuseppe Pizza sull’emendamento 1/bis del Decreto sulla Sicurezza
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